Che differenze restano fra unione civile e matrimonio?
Tre soprattutto: non c'è l'obbligo di fedeltà, non si accede all'adozione piena e non serve separarsi prima di sciogliere l'unione. Su tutto il resto — patrimonio, eredità, reversibilità, assistenza, cognome — la parificazione è sostanzialmente completa. La terza differenza, in pratica, è a vostro vantaggio.
Quanto ci mette a sciogliersi un'unione civile?
Molto meno di un matrimonio, perché salta il passaggio della separazione. Si dichiara la volontà di sciogliere all'ufficiale di stato civile, si attendono tre mesi e poi si presenta la domanda. Se siete d'accordo su tutto si chiude rapidamente; se ci sono questioni aperte su patrimonio o casa, i tempi si allungano come in un divorzio.
Serve un avvocato per sciogliere l'unione?
Nella negoziazione assistita ne serve uno per parte, ed è una garanzia: ciascuno deve poter essere consigliato da chi risponde solo a lui. Davanti al Tribunale, quando siete d'accordo, un difensore comune è ammesso. Quando gli interessi divergono, però, lo sconsigliamo sempre.
Spetta un assegno dopo lo scioglimento?
Può spettare, con gli stessi criteri del divorzio: si guardano i redditi di entrambi, la durata dell'unione, il contributo che ciascuno ha dato alla vita comune e alle scelte professionali dell'altro. Non è automatico e non è una percentuale: dipende dallo squilibrio concreto fra le due posizioni.
Se il mio partner muore, eredito come un coniuge?
Sì. Sui diritti successori la parificazione è piena: sei erede legittimario esattamente come un coniuge, con le stesse quote e le stesse tutele contro le disposizioni testamentarie che le ledono. Hai diritto anche alla pensione di reversibilità e al TFR non riscosso.
Che regime patrimoniale conviene scegliere?
Dipende da voi, non c'è una risposta valida per tutti. La comunione tende a proteggere chi guadagna meno o si è dedicato alla casa; la separazione protegge chi ha un'attività propria o un patrimonio già formato. Se le posizioni sono molto diverse, di solito conviene parlarne prima di firmare, non dopo.
Possiamo adottare un bambino?
L'adozione piena resta esclusa. È invece ammessa, ma valutata caso per caso dai giudici, l'adozione del figlio del partner: è lo strumento con cui si costruisce il legame giuridico con un bambino già presente nella famiglia. Non è automatica e va istruita con attenzione.
Possiamo aggiungere un cognome comune?
Sì. Al momento della costituzione potete dichiarare di voler assumere un cognome comune, scegliendo quello di uno dei due; chi non lo porta può anteporlo o posporlo al proprio. È una scelta che si può fare in quel momento e vale per la durata dell'unione.