Unioni Civili

Avvocato per unioni civili a Milanodalla costituzione allo scioglimento.

L'unione civile ha quasi tutti gli effetti del matrimonio, ma non è il matrimonio: alcune differenze contano, e si vedono soprattutto quando finisce. Ti seguiamo in tutte e tre le fasi.

Come ti assistiamo

Tre momenti, tre percorsi

Costituirla, viverla, scioglierla: ogni fase ha regole sue, e la terza è quella dove le differenze pesano di più.

i.

«Vogliamo unirci civilmente e non sappiamo cosa scegliere»

Costituire l'unione e scegliere il regime

L'unione si costituisce davanti all'ufficiale di stato civile con due testimoni. Il passaggio che quasi tutti sottovalutano è la scelta del regime patrimoniale: senza dichiarazione diversa scatta la comunione dei beni, e da quel momento quasi tutto ciò che acquistate diventa di entrambi.

La separazione dei beni si sceglie in quel momento o dopo, davanti a un notaio. Non è una scelta migliore in assoluto: dipende da chi guadagna cosa, da chi ha un'attività propria, da cosa possedete già. Ne parliamo prima, perché cambiarla dopo costa di più.

ii.

«L'unione è finita e vogliamo chiudere in fretta»

Diritti durante l'unione

Su quasi tutto la parificazione al matrimonio è piena: obbligo di assistenza reciproca e contribuzione, stessi diritti successori, reversibilità, permessi di lavoro, subentro nell'affitto. Il cognome comune si può aggiungere o anteporre al proprio.

Restano fuori due cose: l'obbligo di fedeltà, che la legge non prevede, e l'adozione, che resta esclusa salvo l'adozione del figlio del partner, ammessa dalla giurisprudenza caso per caso. Sono le due differenze che vale la pena conoscere prima, non dopo.

iii.

«Non siamo d'accordo su patrimonio o casa»

Scioglimento e conseguenze economiche

Qui la differenza col matrimonio è netta e a vostro favore: non serve la separazione. Basta dichiarare all'ufficiale di stato civile la volontà di sciogliere l'unione, e dopo tre mesi si chiede lo scioglimento — con l'accordo di entrambi, con la negoziazione assistita o davanti al giudice se non c'è intesa.

Sull'assegno valgono le regole del divorzio: si guarda ai redditi, alla durata dell'unione e al contributo che ciascuno ha dato. Restano da definire casa, beni comuni e, dove c'è stata adozione del figlio del partner, le condizioni per il minore.

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Come funziona

Cinque passi, nessuna sorpresa

Sapere cosa succede dopo è la prima cosa che togliamo dai pensieri.

i.

Primo colloquio

Ci racconti la situazione. Ascoltiamo, facciamo domande, ti diciamo subito cosa vediamo.

ii.

Analisi del caso

Esaminiamo documenti, redditi, tempi e margini. Senza promesse che non possiamo mantenere.

iii.

Strategia

Decidiamo insieme la strada: accordo, negoziazione assistita o Tribunale.

iv.

Preventivo scritto

Prima di ogni incarico ricevi per iscritto cosa faremo e quanto costa.

v.

Assistenza

Ti seguiamo fino alla fine, e anche dopo, se le condizioni vanno riviste.

Parola ai clienti
“Avvocato che sa ascoltare, molto professionale. Preparatissimo. Ci ha indirizzati al meglio per la nostra situazione. Lo consigliamo sicuramente.”
Marco Bertolin, aprile 2026 · Recensione Google
4,8 27 recensioni Google
Domande frequenti

Su unioni civili

Risposte di orientamento generale. Il tuo caso lo guardiamo al primo colloquio.

Che differenze restano fra unione civile e matrimonio?

Tre soprattutto: non c'è l'obbligo di fedeltà, non si accede all'adozione piena e non serve separarsi prima di sciogliere l'unione. Su tutto il resto — patrimonio, eredità, reversibilità, assistenza, cognome — la parificazione è sostanzialmente completa. La terza differenza, in pratica, è a vostro vantaggio.

Quanto ci mette a sciogliersi un'unione civile?

Molto meno di un matrimonio, perché salta il passaggio della separazione. Si dichiara la volontà di sciogliere all'ufficiale di stato civile, si attendono tre mesi e poi si presenta la domanda. Se siete d'accordo su tutto si chiude rapidamente; se ci sono questioni aperte su patrimonio o casa, i tempi si allungano come in un divorzio.

Serve un avvocato per sciogliere l'unione?

Nella negoziazione assistita ne serve uno per parte, ed è una garanzia: ciascuno deve poter essere consigliato da chi risponde solo a lui. Davanti al Tribunale, quando siete d'accordo, un difensore comune è ammesso. Quando gli interessi divergono, però, lo sconsigliamo sempre.

Spetta un assegno dopo lo scioglimento?

Può spettare, con gli stessi criteri del divorzio: si guardano i redditi di entrambi, la durata dell'unione, il contributo che ciascuno ha dato alla vita comune e alle scelte professionali dell'altro. Non è automatico e non è una percentuale: dipende dallo squilibrio concreto fra le due posizioni.

Se il mio partner muore, eredito come un coniuge?

Sì. Sui diritti successori la parificazione è piena: sei erede legittimario esattamente come un coniuge, con le stesse quote e le stesse tutele contro le disposizioni testamentarie che le ledono. Hai diritto anche alla pensione di reversibilità e al TFR non riscosso.

Che regime patrimoniale conviene scegliere?

Dipende da voi, non c'è una risposta valida per tutti. La comunione tende a proteggere chi guadagna meno o si è dedicato alla casa; la separazione protegge chi ha un'attività propria o un patrimonio già formato. Se le posizioni sono molto diverse, di solito conviene parlarne prima di firmare, non dopo.

Possiamo adottare un bambino?

L'adozione piena resta esclusa. È invece ammessa, ma valutata caso per caso dai giudici, l'adozione del figlio del partner: è lo strumento con cui si costruisce il legame giuridico con un bambino già presente nella famiglia. Non è automatica e va istruita con attenzione.

Possiamo aggiungere un cognome comune?

Sì. Al momento della costituzione potete dichiarare di voler assumere un cognome comune, scegliendo quello di uno dei due; chi non lo porta può anteporlo o posporlo al proprio. È una scelta che si può fare in quel momento e vale per la durata dell'unione.

Primo colloquio

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