Quanto dura una separazione consensuale?
Di solito qualche mese, se siete d'accordo su tutto. Con la negoziazione assistita si chiude più in fretta perché non serve passare dal giudice; con l'omologazione del Tribunale i tempi si allungano e dipendono dal carico dell'ufficio. Quello che sposta davvero la durata non è la procedura: è quanti punti restano aperti tra voi due.
E una giudiziale?
Molto più a lungo, ed è impossibile dare un numero onesto in anticipo: dipende da quante questioni sono contestate, se servono consulenze tecniche e dai tempi del Tribunale. La cosa importante è che i provvedimenti provvisori — mantenimento, figli, casa — arrivano già alla prima udienza, quindi non resti scoperto nel frattempo.
Quanto costa una separazione?
Dipende da tre cose: se trovate un accordo o si va davanti al giudice, quanto è complesso il patrimonio da dividere e se ci sono figli. Al primo colloquio inquadriamo il tuo caso e ti diamo un preventivo scritto prima di iniziare: non ci sono costi che scopri dopo.
Si può divorziare senza separarsi prima?
In alcuni casi previsti dalla legge sì. Negli altri serve prima un periodo di separazione: sei mesi se è consensuale, dodici se è giudiziale. Al primo colloquio verifichiamo in quale situazione ti trovi.
Cosa succede alla casa dove viviamo?
Se ci sono figli, il criterio è il loro interesse: la casa viene assegnata al genitore con cui vivono in via prevalente, a prescindere da chi ne è proprietario. Senza figli, la casa segue i titoli di proprietà. È uno dei punti che si possono definire nell'accordo di separazione.
Serve un avvocato per ciascuno o ne basta uno?
Nella negoziazione assistita la legge chiede un avvocato per parte: è una garanzia per entrambi, perché ognuno deve poter essere consigliato da qualcuno che risponde solo a lui. Davanti al Tribunale, nella consensuale, un difensore comune è ammesso — ma va valutato caso per caso, e quando gli interessi divergono lo sconsigliamo.
Cos'è l'addebito e quando conviene chiederlo?
È la dichiarazione che la fine del matrimonio è responsabilità di uno dei due, per esempio per infedeltà o per abbandono della casa. Chi se lo vede addebitare perde il diritto al mantenimento e alcuni diritti successori. Non è automatico: va provato che quel comportamento è stato la causa della crisi, non la conseguenza di una crisi già in corso.
Il mio ex non paga il mantenimento: cosa posso fare?
Ci sono strumenti concreti: dal pignoramento presso terzi — quindi direttamente sullo stipendio — fino all'ordine al datore di lavoro di versare a te la quota. Nei casi più gravi il mancato pagamento è anche reato. Prima si interviene, più è semplice recuperare.
Le condizioni decise anni fa si possono cambiare?
Sì, se è cambiato qualcosa di concreto: il reddito di uno dei due, le esigenze dei figli, una nuova convivenza, un trasferimento. Si chiama modifica delle condizioni e dal 2023 la procedura è più snella di prima.
Uno di noi vive all'estero: cambia qualcosa?
Cambia il primo passaggio: bisogna capire quale giudice è competente e quale legge si applica. Non è un dettaglio tecnico — può fare una differenza notevole sull'esito. Seguiamo casi con elementi internazionali e li affrontiamo partendo da lì.