Figli, affidamento e tutela

Avvocato per l'affidamento dei figli a Milanoperché restino al centro.

Quando finisce un rapporto i figli non finiscono. Ti aiutiamo a costruire un assetto che regga negli anni — affidamento, tempi, mantenimento — e a difenderlo se qualcuno smette di rispettarlo.

Come ti assistiamo

Tre nodi, tre risposte

Capire quale dei tre nodi è il tuo cambia la strada, i tempi e chi decide.

i.

«Ho paura di non vedere più i miei figli»

Affidamento e tempi con i figli

La regola è l'affidamento condiviso: la legge parte dal presupposto che entrambi i genitori restino presenti nelle decisioni importanti. Quello che si costruisce davvero, allora, non è «a chi vanno i figli» ma il calendario: dove dormono, come si dividono le settimane, le vacanze, i compleanni, chi li accompagna a scuola.

L'affidamento esclusivo si ottiene solo quando la presenza dell'altro genitore è concretamente pregiudizievole per il bambino, e va dimostrato: non basta che non andiate d'accordo. Se pensi di essere in quella situazione, portaci tutto quello che hai — messaggi, referti, segnalazioni della scuola — e ti diciamo con franchezza se il quadro regge.

ii.

«Il mantenimento non arriva, o non basta più»

Mantenimento e spese straordinarie

Il contributo mensile copre la vita ordinaria; le spese straordinarie — dentista, sport, gite, università — si dividono a parte, di solito a metà. È qui che nascono la metà delle liti successive, perché l'accordo dice «spese straordinarie» e non dice quali. Noi le elenchiamo, e scriviamo anche chi decide quando non c'è intesa.

Se il mantenimento non arriva ci sono strumenti concreti: il pignoramento presso terzi, cioè direttamente sullo stipendio, e l'ordine al datore di lavoro di versare a te la quota. Nei casi più gravi il mancato pagamento è anche reato. Prima si interviene, più è semplice recuperare.

iii.

«Le condizioni decise allora oggi non funzionano»

Modifica delle condizioni e casi internazionali

Le condizioni non sono scolpite: se cambia qualcosa di concreto — un reddito, un trasferimento, le esigenze dei ragazzi che crescono — si chiede la modifica. Dalla riforma del 2023 la procedura è più rapida, ma serve dimostrare che il cambiamento è reale e non passeggero.

Se un genitore porta il figlio all'estero senza consenso si apre un procedimento di rientro sotto la Convenzione dell'Aja: sono casi in cui i giorni contano, e la prima cosa da fare è chiamare, non aspettare. Seguiamo anche l'ascolto del minore, che il giudice deve disporre prima di decidere su di lui.

Non sei sicuro in quale situazione ti trovi?

Chiediamolo insieme →
Come funziona

Cinque passi, nessuna sorpresa

Sapere cosa succede dopo è la prima cosa che togliamo dai pensieri.

i.

Primo colloquio

Ci racconti la situazione. Ascoltiamo, facciamo domande, ti diciamo subito cosa vediamo.

ii.

Analisi del caso

Esaminiamo documenti, redditi, tempi e margini. Senza promesse che non possiamo mantenere.

iii.

Strategia

Decidiamo insieme la strada: accordo, negoziazione assistita o Tribunale.

iv.

Preventivo scritto

Prima di ogni incarico ricevi per iscritto cosa faremo e quanto costa.

v.

Assistenza

Ti seguiamo fino alla fine, e anche dopo, se le condizioni vanno riviste.

Parola ai clienti
“Avvocato che sa ascoltare, molto professionale. Preparatissimo. Ci ha indirizzati al meglio per la nostra situazione. Lo consigliamo sicuramente.”
Marco Bertolin, aprile 2026 · Recensione Google
4,8 27 recensioni Google
Domande frequenti

Su figli e affidamento

Risposte di orientamento generale. Il tuo caso lo guardiamo al primo colloquio.

Posso ottenere l'affidamento esclusivo?

Solo dimostrando che la presenza dell'altro genitore danneggia concretamente il bambino. La regola resta il condiviso, perché la legge vuole entrambi i genitori presenti nelle decisioni. Non basta la conflittualità fra voi, nemmeno alta. Servono fatti documentati: violenze, trascuratezza, dipendenze, sparizioni prolungate. Al primo colloquio guardiamo insieme se il quadro che hai regge davanti a un giudice.

Che differenza c'è fra affidamento e collocamento?

L'affidamento riguarda chi decide, il collocamento riguarda dove il bambino vive. Si può avere affidamento condiviso — quindi decisioni prese insieme su scuola, salute, residenza — e collocamento presso un solo genitore, con tempi stabiliti per l'altro. È una distinzione che confonde molti, e capirla evita di litigare per la parola sbagliata.

A che età un figlio può scegliere con chi stare?

Non esiste un'età in cui sceglie. Dai dodici anni il giudice deve ascoltarlo, e anche prima se è abbastanza maturo, ma quello che dice è uno degli elementi della decisione, non la decisione. Un ragazzo può essere ascoltato e vedersi comunque disporre una collocazione diversa da quella che aveva indicato, se il suo interesse lo richiede.

Fino a quando si paga il mantenimento ai figli?

Finché non sono economicamente autosufficienti, che non coincide con i diciotto anni. Un figlio che studia continua ad avere diritto al mantenimento; uno che rifiuta senza ragione le occasioni di lavoro può perderlo. Non decade da solo al compimento della maggiore età: serve chiederne la revoca e dimostrare l'autosufficienza.

Le spese straordinarie si dividono sempre a metà?

Di solito sì, ma non è una regola fissa: si può concordare una proporzione diversa se i redditi sono molto sbilanciati. Il punto vero è un altro — vanno elencate quali sono e stabilito chi decide se non c'è accordo. Un accordo che dice solo «spese straordinarie al 50%» produce liti per anni, su ogni singola voce.

Posso trasferirmi in un'altra città con mio figlio?

Non da sola. La residenza del figlio è una decisione che nell'affidamento condiviso spetta a entrambi i genitori. Se l'altro non è d'accordo serve l'autorizzazione del giudice, che valuta se il trasferimento è nell'interesse del bambino o se serve solo a te. Partire e informare dopo è la strada più veloce per perdere credibilità in giudizio.

L'altro genitore non rispetta i giorni concordati: cosa posso fare?

Puoi chiedere al giudice di intervenire. La legge prevede ammonimento, risarcimento a favore del figlio o dell'altro genitore e, nei casi gravi, la modifica dell'affidamento. Prima però serve documentare: annota le date, conserva i messaggi. Un elenco di episodi con date pesa in giudizio molto più di un racconto generico.

Ha portato nostro figlio all'estero senza dirmelo: cosa succede ora?

Chiama subito un avvocato: nella sottrazione internazionale i giorni contano davvero. Se il Paese aderisce alla Convenzione dell'Aja si chiede il rientro immediato, e il giudice del Paese dove si trova il bambino decide solo su quello, non sull'affidamento. Più tempo passa, più diventa difficile, perché conta anche dove il bambino si è ormai ambientato.

Primo colloquio

Parliamone.

Raccontaci cosa sta succedendo. Rispondiamo entro 24 ore nei giorni lavorativi e fissiamo un primo colloquio, con un preventivo chiaro prima di iniziare.

Lo Studio non effettua attività di gratuito patrocinio.