Conviviamo da anni: ho gli stessi diritti di una moglie?
No, e la differenza è ampia. La convivenza registrata dà diritti di assistenza e alcune tutele sulla casa, ma non l'eredità automatica, non la reversibilità, non il mantenimento alla fine del rapporto. Gli anni passati insieme non cambiano il quadro giuridico. Quello che si può costruire è un contratto di convivenza, che colma buona parte di questo vuoto.
A cosa serve registrare la convivenza in Comune?
A far esistere il rapporto per la legge. Dalla registrazione derivano il diritto di visita in ospedale, la possibilità di decidere sulla salute del partner se non è in grado, il subentro nel contratto di affitto in caso di morte e alcuni diritti sulla casa familiare. Senza registrazione, per lo Stato siete due persone che abitano allo stesso indirizzo.
Cosa si può scrivere in un contratto di convivenza?
Come si dividono le spese di casa e di vita comune, chi possiede cosa, come si regolano i beni acquistati insieme, quale regime patrimoniale scegliete e cosa succede alla fine. Non si possono inserire condizioni sui figli né obblighi che durano oltre la convivenza, come un assegno di mantenimento: quelli restano fuori.
Se ci lasciamo, ho diritto a un mantenimento?
No, non esiste un assegno di mantenimento fra conviventi. Il giudice può però riconoscere gli alimenti a chi si trova in stato di bisogno, per un periodo proporzionato alla durata della convivenza. È una misura di sopravvivenza, non un assegno, e va chiesta dimostrando la situazione economica.
La casa è intestata a lui: quando ci lasciamo devo andarmene?
Sì, se non ci sono figli: la proprietà decide. Se ci sono figli il criterio diventa il loro interesse e la casa può essere assegnata al genitore con cui vivono in via prevalente, anche se non ne è proprietario. Se hai contribuito a comprarla o a ristrutturarla puoi agire per recuperare quanto versato, ma servono le prove dei pagamenti.
Se il mio compagno muore, cosa mi spetta?
Per legge non erediti nulla: non sei erede. Hai diritto a restare nella casa di proprietà per un periodo legato agli anni di convivenza, e a subentrare nell'affitto se la casa era in locazione. Tutto il resto va disposto per testamento, nei limiti della quota disponibile, oppure con strumenti da valutare prima.
I nostri figli hanno meno diritti perché non siamo sposati?
No, nessuno. Da anni la legge non distingue più fra figli nati dentro e fuori dal matrimonio: stessi diritti sull'eredità, stesse regole su affidamento e mantenimento. Serve però che entrambi li abbiano riconosciuti. Se un riconoscimento manca, si può ottenere in giudizio.
Il mio compagno è violento: cosa posso chiedere?
L'ordine di protezione, che il giudice può emettere anche fra conviventi. Impone di lasciare la casa familiare, vieta di avvicinarsi ai luoghi che frequenti e può prevedere un contributo economico. Si chiede in via urgente e si ottiene in tempi brevi. Se ci sono episodi denunciati o referti, portali al primo colloquio.